DAYLIGHT SILENCE "Threshold of time"
 

Stile: Heavy Metal
Formato: CD
Etichetta: Red Cat Records
Distribuzione: Audioglobe/The Orchard
Provenienza: Roma
Contatti:
www.facebook.com/pg/daylightsilencerock
http://www.daylightsilence.com/

 
 
RASSEGNA STAMPA
BIOGRAFIA

All’alba del quarto millennio le disuguaglianze sociali portarono la maggior parte dei paesi del mondo allo stremo. Le proteste diventarono scontri e le rivolte dei veri e propri massacri. L’unica risposta possibile alla cieca e brutale violenza, fu instaurare un governo planetario repressivo e totalitario. Ma nonostante questo (o forse proprio a causa di questo) si perse il conto delle vittime.

E anche quando nacque il progetto “Daylight Silence”, nessuno ne parlò mai.
Venne classificato top secret, sia per lo scopo che per il metodo.

Il progetto prevedeva di oltrepassare i limiti di spazio e tempo tramite l’utilizzo di una “cronosfera”. Un veicolo in grado di creare un mini buco nero, una singolarità, con la quale spostarsi da un luogo all’altro eludendo la velocità della luce. Con esso, in teoria, si sarebbe potuto raggiungere nuovi pianeti o altre dimensioni all’istante, per raccogliere materie prime, o tecnologia avveniristica da riportare alla base. Ma per il test serviva un equipaggio “sacrificabile”.

Ufficiali accusati di alto tradimento, militari rinnegati, pirati informatici, ladri e assassini. Pendagli da forca, ai quali venne data la possibilità di riscattare così il proprio debito con la giustizia.

Tutto filò liscio fino al countdown, quando gli scienziati si accorsero di aver fatto il passo più lungo della gamba. Una volta superato l’orizzonte degli eventi, la navicella iniziò a rimbalzare tra le singolarità come la pallina di un flipper che non sarebbe mai più tornata indietro.

In quel momento i nostri cinque mercenari capirono che “speranza” era una parola senza significato.
Che l’unica cosa da fare per ingannare il tempo era suonare insieme, facendo
vibrare lo spazio.

E che tutto è presente immediatamente.

 

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Gli otto brani che compongono il disco sono stati scritti tra molti anni in una cronosfera. Perciò soltanto quando quest’ultima si è fermata agli Apocalypse Studio di Roma, è stato possibile registrarli con impegno e passione. Il filo conduttore è il viaggio. Da come i cinque membri dell’equipaggio si sono conosciuti, grazie alla forza delle proprie idee (the power of speech), alla sensazione di impotenza nella prigionia condivisa (dreaming of freedom), passando per la delusione dei sentimenti traditi (falling to the ground) e il terrore di perdere il senno (making up my mind), fino ad arrivare al limite stesso del tempo e dello spazio (threshold of time) dove tutto prima o poi è destinato a ritornare.
Perché da qualsiasi luogo si provenga e qualsiasi sia la nostra storia, il viaggio non è mai solo fisico. E se è vero che chi si ferma ha più vita ma chi va ha più strade, è altrettanto vero che la maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio che non è una semplice visita o vacanza, ma un sogno.

 

 

 
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